Stagione 2024/2025

Preferirei di no

Chi è realmente questo enigmatico scrivano che Melville, nella New York del 1853, nel tempio del capitalismo americano in pieno decollo, contrappone a un valente avvocato (io-narrante del racconto) che ha avuto la disavventura di accoglierlo nel suo studio? Infatti, dopo un primo periodo di onesto, probo, lavoro di copiatura e controllo di atti legali, lo scrivano si permette di rifiutare progressivamente qualsiasi altra attività con la misteriosa, sconcertante, ossessiva e tuttavia gentile espressione: “I would prefer not to”, preferirei di no. Il racconto di Melville, con quella lancinante, anarchica e autolesionistica risposta ossessiva di Bartleby, a fronte dell’odierna società sempre più illiberale ed esclusiva, appare addirittura profetica e attuale.

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Antonio Della Polla Vibes Trio

L’idea del progetto è quella di fondere il jazz con ritmiche della musica moderna e delle culture extra-europee, trasferendo al vibrafono il ruolo di guida tipico del più usuale trio pianistico. che assorbe le sonorità del jazz europeo ma che si sgancia in un richiamo all’Africa, traendo ispirazione dalla musica di Kenny Barron e da atmosfere più espressioniste di ispirazione evansiana.

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Rumore bianco

Un thriller psicologico, mascherato da tragicommedia teatrale, che vuole denunciare l’omofobia e la transfobia ancora dilaganti in Italia e spesso coincidenti con il fanatismo religioso. Trasportati nella mente di un serial killer di donne transgender e in un’atmosfera surreale e angosciante (macchiata però da momenti e aneddoti esilaranti) assistiamo a una confessione tragica e comica che mette in luce i lati oscuri dell’umanità e le sfumature tra amore e odio, tra pazzia e “normalità”, tra vittima e carnefice.

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L’uomo dal fiore in bocca

Nel caffè di una piccola stazione di provincia, a tarda notte, due uomini chiacchierano di argomenti apparentemente futili: l’aver perso il treno per un ritardo di un minuto, le compere a cui gli uomini sono incaricati dalle mogli in villeggiatura, l’arte di confezionare i pacchetti da parte dei commessi. Il dramma emerge quando il primo personaggio rivela una terribile verità: ha scoperto di essere affetto da un epitelioma, un tumore della bocca (il fiore del titolo) che lo ucciderà nel giro di pochi mesi. Uno dei capolavori di Luigi Pirandello in uno spettacolo “site-specific”.

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Mariano Bellopede Quintet

Le città incantate sono tutti quei piccoli borghi, di cui l’Italia è piena. Piccole perle di storia e architettura, sparse qua e là in tutte le regioni della penisola. Nascosti tra colline, arroccati su montagne, tra fiumi, laghi o talvolta affacciati sul mare. Esposti a tramonti mozzafiato, svegliati da silenziose albe. Immutati da secoli, emblemi fedeli del Medioevo o del Rinascimento. Molti di questi borghi oggi sono quasi disabitati, alcuni addirittura abbandonati. Ma sono lì che aspettano, e continuano a raccontare fedelmente la loro e la nostra sconfinata storia. Negli ultimi anni ne ho visitati tanti, a volte per caso, talvolta perché spinto dalla ricerca di luoghi silenziosi e di riflessione. E sono stati quei silenzi, quei colori, quelle vedute che mi hanno portato a scrivere.

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Una domanda di desiderio

La vita di Tommaso ed Emilia, coniugi senza prole, interpretati da Carlo Di Maio e Federica Aiello, scorre sui binari di una incolore tranquillità. Finché un giorno come tanti non si verifica un modesto quanto insolito evento: da un compagno di scuola che neanche ricorda, la donna riceve un messaggio nel quale lui le chiede il permesso di desiderarla. Sulle prime l’evento viene dal marito considerato irrilevante, una ragazzata, niente di più; ma presto, e con ritmo incalzante, quella domanda comincia a scavare cunicoli di incomprensione fra i due coniugi, anche perché il desiderio non ha confini, come fa notare il marito. Il ritorno a Wunderkammer di uno dei maestri della drammaturgia italiana.

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Sottosuolo o di ciò che nascondiamo

Tommaso Landolfi, traduce magistralmente questi “Ricordi del sottosuolo” da Fëdor Dostoevskij. Intelligenza, ironia, sagacia, senso del grottesco, autoironia, comicità involontaria, nelle intenzioni di Antonello Cossia alle prese con questo materiale letterario che emerge dal profondo dello scrittore russo, per diventare di tutti, attraverso il magico processo catartico che solo la pratica del palcoscenico regala a chi lo abita e a chi lo osserva con interesse, curiosità e un pizzico di masochismo. Il teatro è lo specchio della vita, affermava sapientemente Peter Brook. Il teatro è la vita, la vita è nel teatro, in un continuo gioco di rimandi reciproci.

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Rosanna Mennella Trio

Un progetto in cui la poetica racconta, attraverso i brani scelti e interpretati, l’unicità dell’essere e la connessione che ognuno di noi ha verso l’altro. Farsi interpreti di una storia scritta da altre mani fa sì che non svanisca mai, regalandole un senso sempre nuovo e rivoluzionario. Per la voce che tutti noi abitiamo, affinché non rimanga inascoltata. Voce, basso e percussioni/batteria è la formazione del trio dal repertorio di natura jazzistica grazie agli studi intrapresi ma con diversi riferimenti alla musica cantautoriale e tradizionale del sud-italiana, inglese e spagnola, cubana, Argentina. Il progetto vuole unire le voci di un linguaggio fatto di popoli e culture, anche fortemente radicata nella cultura partenopea che li contraddistingue.

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Scende giù per toledo

La storia di Rosalinda Sprint, gracile e titanica creatura che emerge sopra tutte le figure dei cosiddetti femminielli napoletani, per fragile possanza e isterico ma innocente romanticismo in quel mondo che dopo gli anni Settanta ha lasciato il posto a una contemporaneità che ha perso purtroppo poesia e meraviglia. E mentre la vediamo aggirarsi per una Napoli – nessun altro luogo avrebbe potuto dare vita a una storia come questa – ancora variopinta e incantata di quel tempo di sogni, e dunque su una scena teatrale desolata ma vitale, entriamo con lei in una visione della vita ancora superba e infantile allo stesso tempo, e ci imbarchiamo in sua compagnia su un piroscafo dei desideri verso le bianche scogliere di una irraggiungibile felicità.

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Eleonora #1799

Il 13 gennaio del 2024 moriva Enzo Moscato, drammaturgo, regista, cantante e attore tra i più importanti della scena teatrale italiana del dopoguerra. Wunderkammer a un anno dalla sua scomparsa, dopo avergli dedicato l’inaugurazione con “Luparella” interpretata da Isa Danieli, lo ricorda con un omaggio alla figura di Eleonora de Fonseca Pimentel, una performance teatrale dove si compenetrano due voci parallele: musica e parole. L’hashtag/cancelletto vuole essere metafora di quel cancello/ prigione delle carceri di Vicaria, dove la Pimentel trascorse gli ultimi giorni di vita. Cristina Donadio riporta in scena un testo concepito da Moscato nel 1999 in occasione del bicentenario dalla morte della patriota italiana, con Federico Odling poliedrica figura di ricercatore, compositore, violoncellista genovese trapiantato a Napoli, uno dei fondatori dei Virtuosi di San Martino.

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I giusti

I giusti, scritto nel 1949, è l’ultimo dei testi teatrali composti da Camus. Ispirato a fatti realmente accaduti durante la prima Rivoluzione russa del 1905, è la storia in cinque atti di una cellula di terroristi socialisti rivoluzionari che organizza un attentato al granduca, alto esponente dell’aristocrazia zarista. Si tratta di un gruppo di giovani che in nome del sogno di un mondo nuovo, più libero, più giusto, sono chiamati a diventare assassini. Essi si interrogano e si scontrano intorno a cosa possa essere considerato rivoluzionario, a quale sia il limite dell’esercizio della violenza, a quanto valga una vita umana.

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Andomeda Quartet

Un progetto nato con l’intento di cercare una propria voce, di definire un suono sia attraverso un tentativo di rilettura del jazz moderno e contemporaneo che con l’utilizzo delle sue tecniche espressive per raccontare le proprie immagini interiori. Alla base c’è la forte convinzione di fondo che il jazz, con il suo modus operandi, sia una chiave di lettura della musica in generale e dell’esperienza artistica in sé, per questo il progetto cerca di relazionarsi anche con materiale musicale proveniente da altre tradizioni e da suggestioni da altre arti.

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Lurdes

Lurdes è una delle tante casalinghe di Napoli, che si è trovata improvvisamente ad avere a che fare con il Coronavirus, con le mascherine, i tamponi, il conflitto del farsi o non farsi il vaccino e dell’isolamento improvviso dell’intera popolazione che ha dovuto limitare la propria libertà, giustificando ogni uscita per strada. In questo clima da guerra, il terrore di ammalarsi si è diffuso in ogni famiglia e ogni membro ha reagito in un modo e nel “Gruppo di famiglia di Lurdes“ è deflagrata come una bomba impazzita.

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Lettere di corsa – Il pirata e la regina

Lo spettacolo trasporta il pubblico nel cuore del XVI secolo, un’epoca di esplorazioni audaci, intrighi politici e lotte per il potere. Attraverso un’immaginaria corrispondenza epistolare tra la Regina Elisabetta I d’Inghilterra e il leggendario pirata e corsaro Sir Francis Drake, vengono raccontate storie di coraggio, ambizione e fedeltà. Un viaggio attraverso le pagine della storia di un’epoca gloriosa e tumultuosa, un omaggio a due figure iconiche che hanno plasmato il destino dell’Inghilterra, la storia di due anime sole straordinariamente diverse e, allo stesso tempo, straordinariamente simili.

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Lighea

Uno dei racconti più straordinari, visionari ed erotici della letteratura italiana del Novecento. La storia d’ amore fra un giovane uomo e una sirena. Parole impastate di passione e di dolore di suoni e di sapori, di immagini e sensazioni. Un viaggio tempestoso nel mare dei sentimenti.

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Francesco D’Errico quartet – “Ellington Prospect”

Quattro assoluti fuoriclasse per un omaggio a “The Duke”, uno dei musicisti afroamericani che maggiormente hanno lasciato il segno nella musica del novecento. Un sentiero intrapreso tra scrittura e interpretazione con brani originali che lasciano lo stupore e la bellezza del mondo musicale di Ellington e la rilettura attenta di alcune sue pagine cercando un sentire che risuoni sincero e attuale.

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Una passeggiata devota 

La regina del teatro italiano inaugura la stagione con un omaggio a Enzo Moscato e al suo Luparella ovvero Foto di Bordello con Nanà, testo iconico del drammaturgo recentemente scomparso portato in scena da Isa Danieli a partire dal 1997 e trasposto anche in un film diretto da Giuseppe Bertolucci nel 2002.

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